Si é svolto il 4 e 5 ottobre 2019 presso il Rettorato dell’ Universitá degli Studi di Messina la seconda edizione del Convegno Nutraceutica, Alimentazione e Salute sotto la direzione scientifica di Gioacchino Calapai, Professore Ordinario di Farmacologia e Tossicologia all’Universitá degli Studi di Messina.

L’evento, accreditato nell’ambito del programma Nazionale di Educazione Continua in Medicina e collegato al Master di II livello attivato presso l’ Ateneo, si è svolto grazie anche al contributo di Enecta ed il patrocinio di CannaBeta.

La Nutraceutica, come termine, nasce nel 1989 dalla fusione dei termini “nutrizione” e “farmaceutica”, per indicare la disciplina che indaga tutti i componenti o i principi attivi degli alimenti con effetti positivi per la salute.

Il termine Nutraceutica non ha una collocazione normativa e pertanto include diverse sostanze naturali molto eterogenee e diverse tra di loro. A livello normativo i nutraceutici seguono la via degli integratori alimentari.

Focus del Convegno è stato il trattamento del dolore con prodotti di derivazione nutraceutica con la presentazione dei risultati di ricerche scientifiche condotte sui nutraceutici e le principali sindromi algiche. 

Nel corso del convegno, hanno preso parte rappresentanti dell’ Ordine dei Medici e dell’ Ordine dei Farmacisti e si sono alternati esperti del settore, docenti universitari e giovani ricercatori.

Ad inaugurare il Convegno la relazione del Prof. Angelo Izzo, Ordinario di Farmacologia all’ Università di Napoli “Federico II” che ha affrontato gli aspetti generali della Nutraceutica e gli attuali interrogativi ai quali gli studiosi possono fornire delle prime risposte in relazione allo stato dell’attuale ricerca nel settore. 

Ne é emerso che gli studi e ancor di piú “le revisioni sistematiche con metanalisi rappresentano uno strumento indispensabile” per la validitá e conferma dell’efficacia dei nutraceutici per la salute umana. 

A seguire, divise per sessioni, le relazioni di esperti  e ricercatori su diversi temi tra cui gli studi sul ruolo degli Omega-3 nel trattamento dell’emicrania a cura del Dott. Luigi Cardia, i benefici del Beta-cariofillene, terpene presente nella pianta di Cannabis, riportati in un modello sperimentale di artrite indotta da collagene presentati dal dott. Giovanni Pallio ed ancora la ricerca sugli effetti analgesici della Capsaicina, uno degli alcaloidi responsabili della maggior parte della “piccantezza” dei peperoncini a cura della Dott.ssa Manucci

Tra i temi dell’evento di grande attualitá la Cannabis Sativa L. ( o canapa industriale) e le sue potenzialitá di impiego in nutraceutica tra standard qualitativi e prospettive regolatorie con la relazione della Dott.ssa R. Cristina Rubino, RA e QA support di Enecta. 

La coltivazione di Cannabis Sativa L. per la produzione di fibra e prodotti alimentari è regolamentata in Italia con la legge Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa n. 242/2016. 

Le varietà utilizzate per le colture di canapa industriale presentano contenuti di THC < 0.2% e mostrano invece contenuti più alti e variabili, nei diversi sottotipi, di altri cannabinoidi non psicotropi, in particolare di Cannabidiolo – CBD.

L’ olio di semi di Cannabis Sativa L. è ampiamente riconosciuto come prodotto alimentare ed in particolare i semi rientrano in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, fra le parti di pianta utilizzabili come integratori alimentari grazie ai numerosissimi componenti benefici presenti in esso. 

Gli innumerevoli componenti della Cannabis che costituiscono il suo ricco fitocomplesso (tra cui cannabinoidi non psicotropi, terpeni, flavonoidi) presentano attivitá farmacologiche che li rendono potenzialmente interessanti in ambito nutraceutico. Tali potenzialitá richiedono ancora un inquadramento regolatorio a livello europeo e italiano necessario. In questa prospettiva rappresenta “una chiave di volta la qualitá e la sicurezza della materia prima che non si possono dare per scontate come spesso avviene per le piante officinali che vantano una lunga tradizione”. Fondamentali pertanto le interazioni multidisciplinari “per colmare la carenza di dati in questo ambito con evidenze scientifiche a supporto di una qualitá che non sia solo sinonimo di efficacia, ma anche di sicurezza”.  

Da annoverare tra i temi della due giornate di Convegno il microbiota intestinale, oggetto di due diverse relazioni presentate dalle dott.sse Patrizia Quartarone e Heide De Togni. Si é discusso dell’impatto del microbiota sui disturbi dismetabolici e dell’ innovazione nutraceutica in questo settore. 

Sono state, inoltre, illustrate le potenzialità dei nutraceutici in ambito sportivo nella relazione della Prof.ssa Daniela Metro e gli effetti di sostanze naturali – nutraceutici- che favorirebbero la riduzione del peso, presentati dal Prof. Herbert Marini. Tra i vari argomenti trattati vanno sottolineati quelli relativi alla supplementazione con vitamina D curata  dal dott. Gianluca Rizzo, il tema ancora poco esplorato della nutraceutica in pediatria trattato dalla pediatra dott.ssa Rita La Paglia e argomenti di grande attualità, tra loro collegati, quali la nutrigenetica e la nutrigenomica, affrontati dal dott. Antonio Milici.   

Filo rosso che ha legato i contributi di tutti gli esperti partecipanti al Convegno é stata la considerazione che la riscoperta del nutraceutico a livello sociale e di mercato deve essere preceduta e accompagnata da dati scientifici e norme precise per definire la loro efficacia e sicurezza.  


A cura del team Cannabeta