Patients Out of Time è una realtà no-profit 501c3 che dal 1995 lavora per educare tutti i soggetti legati al mondo sanitario sul tema della cannabis ad uso medico. Patients Out of Time (POT) è un’organizzazione senza scopo di lucro che si rivolge ai professionisti della sanità e che rientra tra le cosiddette “501(c)(3) organizations”, le organizzazioni esentate dalle tasse, come previsto dalla sezione 501(c)(3) dello statuto di leggi federali degli Stati Uniti d’America. Patients Out of Time fa della trasparenza il suo punto di forza. L’associazione, infatti, dichiara di non avere altro interesse in questioni che non hanno a che fare con la cannabis terapeutica. Ogni attività di formazione, educazione, comunicazione o lobbying è limitata esclusivamente all’obiettivo finale dell’associazione: provvedere alla corretta informazione sulla cannabis ad uso medico.

Fondazione:1995
Dove opera:Stati Uniti
Numero membri:Imprecisato
Mission:Educare i professionisti sanitari e il pubblico sull’uso terepeutico della cannabis
A chi si rivolge:Medici, infermieri, pazienti e pubblico generico
Servizi e progetti:Educazione e formazione, organizzazione della conferenza annuale sullo stato della ricerca medica sulla cannabis
Partnership rilevanti:American Public Health Association (APHA), American Cannabis Nurses Association, Society of Cannabis Cliniancs

La storia di Patients Out of Time 

L’origine di Patients Out of Time va ricercata in un passato relativamente lontano, quando le prime battaglie per portare la cannabis a uso medico all’attenzione del mondo della politica erano descrivibili come movimenti quasi pionieristici, che muovevano i primi passi in contesti molto meno “aperti” di adesso sull’argomento. Era il 1981 quando Alice O’Leary e suo marito Robert C. Randall fondarono la primissima associazione per la promozione dell’uso medico della cannabis, la Alliance for Cannabis Therapeutics (ACT). Nel 1976, infatti, Robert divenne il primo cittadino americano che poteva utilizzare la cannabis come terapia per lenire i sintomi della patologia che lo affliggeva: un glaucoma. Robert C. Randall fu così il primo cittadino americano a potere utilizzare legalmente la cannabis dopo che, nel 1942, questa era stata esclusa dalla farmacopea seguita negli Stati Uniti. La messa al bando della cannabis dal mercato e dalla società statunitensi furono il raggiungimento del traguardo da parte del movimento proibizionista. Si trattò di un’opera intrapresa a partire dalla metà degli anni ‘30 dello stesso secolo, contraddistinta da una campagna mediatica molto aggressiva e spesso basata sulla disinformazione, col fine di “demonizzare” l’impiego della cannabis a uso medico. 
Nel corso degli anni, il lavoro di Alice O’Leary e Robert C. Randall fu preziosissimo per far riscoprire i benefici che la pianta di cannabis poteva apportare all’organismo umano in determinati contesti. Il loro impegno è risultato fondamentale per ripristinare la “scientificità” in un dibattito – quello sull’uso medico della cannabis – che ai tempi era stato compromesso dalla cattiva informazione. La coppia lottò per più di un decennio fino a quando fu costretta a cedere il passo a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Robert, a cui era stato diagnosticato l’AIDS nel 1995. Nello stesso anno due amici della coppia, Al Byrne e Mary Lynn Mathre, decisero di proseguire l’opera e fondarono Patients Out of Time.

Patients Out of Time: 25 anni di impegno per la corretta informazione

Nel corso di un quarto di secolo i successi di Patients Out of Time non si contano quasi più. Il sito dell’associazione è diventato un riferimento per lo “stato dell’arte” della ricerca scientifica sulla cannabis medica. Patients Out of Time mette a disposizione e divulga i risultati degli ultimi studi scientifici sulla cannabis, si occupa di informare correttamente tutti gli interessati sugli ambiti di utilizzo, sui meccanismi d’azione e sulle nuove frontiere delle terapie a base di cannabis. Oggi, Patients Out of Time

  • Riunisce e mette in contatto ricercatori, scienziati e medici per condividere i risultati degli studi più recenti sull’impiego della cannabis per la salute umana.
  • Offre seminari e appuntamenti di formazione per i professionisti della sanità, sia sotto forma di webinar che nel corso di eventi pubblici.
  • Lavora a fianco di pazienti, personale d’assistenza e altre organizzazioni per conoscere le esperienze di chi beneficia della cannabis come terapia.
  • Ricopre il ruolo di “hub” per numerose organizzazioni statunitensi, fra cui l’American Cannabis Nurses Association e la Society of Cannabis Cliniancs.

Il futuro di Patients Out of Time

Una della attività cardine dell’associazione riguarda l’organizzazione di seminari e incontri di disseminazione per il pubblico specializzato e non solo. Per il 25° anniversario, Patients Out of Time è già al lavoro per la conferenza annuale in cui si farà il punto sull’attuale stato della ricerca sulla cannabis terapeutica. Anno dopo anno, la conferenza organizzata da Patients Out of Time è diventata un vero e proprio appuntamento di riferimento per qualunque soggetto abbia a che fare con la cannabis terapeutica, dai pazienti ai medici, passando per i legislatori. Quest’anno la conferenza “State of the Science” si terrà negli Stati Uniti a fine maggio. In quell’occasione, l’associazione tirerà le somme di 25 anni di impegno a fianco della ricerca scientifica per un uso legale e sicuro della cannabis terapeutica. La conferenza sarà uno “spin-off” della conferenza annuale organizzata da Patients Out of TIme, la “National Clinical Conference on Cannabis Therapeutics”.


Per approfondire:

  1. Patients Out of Time (POT)
  2. Policy and Politics in Nursing and Healthcare
  3. Alliance for cannabis therapeutics
  4. Archivio scientifico di Patients Out of Time