L’International Association for Cannabinoid Medicine (IACM) e la Society of Cannabis Clinician, con il supporto di altre associazioni ed organizzazioni no profit, in una lettera indirizzata ai rappresentanti delle Nazioni Unite per i diritti umani, chiedono che venga garantito ai pazienti l’accesso sicuro e ininterrotto alle terapie a base di Cannabis durante la pandemia COVID-19. Le organizzazioni raccomandano che i dispensari di Cannabis Medica siano considerati servizi essenziali e che vengano emanate norme per consentire e incoraggiare gli ordini online e le consegne a domicilio. Sono anche richieste indicazioni sulle procedure operative standard da seguire durante la pandemia (es. indicazioni sulla manipolazione dei prodotti, del denaro, delle carte di credito o carte d’identità, regole per l’allontanamento fisico, ecc.). Riguardo la pratica medica, si raccomanda di rendere disponibile la consultazione del medico prescrittore tramite telemedicina e, se possibile, mantenere lo stesso team di operatori sanitari con i quali il paziente é in cura. In caso contrario, assicurarsi che il nuovo team medico non interrompa o ritardi il trattamento. Nella lettera si chiede, inoltre, che le le date di scadenza di certificati, di prescrizioni mediche e di altri documenti di Cannabis Medica esistenti siano prorogate fino a quando la crisi non sarà superata.

http://www.cannabis-med.org/declaration_to_the_untited_nations_2020.pdf