Categoria: NEWS

THC: stabiliti i livelli massimi negli alimenti

THC: stabiliti i livelli massimi negli alimenti

Il Decreto del Ministero della Salute, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.11 del 15/01/2020, ha finalmente stabilito quali sono i limiti  massimi di THC ammissibili negli alimenti derivati dalla Canapa (Cannabis Sativa L.)

Lo stesso decreto nell’allegato I stabilisce che gli alimenti derivati dalla Canapa a cui si applicano i limiti massimi stabiliti sono: semi, farina ottenuta dai semi, olio ottenuto dai semi.

Per i semi, la farina ottenuta dai semi e gli integratori contenenti alimenti derivati, il limite è di 2 milligrammi per chilo, mentre per l’olio ottenuto dai semi è di 5 milligrammi per chilo.

   Tabella. Limiti massimi di THC totale

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/01/15/20A00016/sg

Minore probabilità di danno neurocognitivo nelle persone affette dall’ HIV che fanno uso di Cannabis

Minore probabilità di danno neurocognitivo nelle persone affette dall’ HIV che fanno uso di Cannabis

Una ricerca condotta dal gruppo di ricerca dell’Università della California a San Diego esamina gli effetti benefici della Cannabis sul rischio di compromissione neurocognitiva nelle persone affette da HIV.

L’ HIV ha effetti negativi sul Sistema Nervoso Centrale, tra cui un aumento dell’ infiammazione e delle lesioni neurali e aumenta il rischio di declino cognitivo.

I risultati della ricerca suggeriscono che “l’esposizione alla Cannabis è legata ad una minore probabilità di danno neurocognitivo nel contesto dell’ HIV. Un possibile meccanismo di questo risultato è l’ effetto antinfiammatorio della Cannabis”.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31809361

NICE pubblica le linee guida per la prescrizione dei medicinali a base di Cannabis in  UK

NICE pubblica le linee guida per la prescrizione dei medicinali a base di Cannabis in UK

Il National Institute for Health and Care Excellence (UK) ha recentemente pubblicato le linee guida riguardo la prescrizione di medicinali a base di Cannabis per persone con nausea e vomito intrattabili, dolore cronico, spasticità ed epilessia grave resistente ai trattamenti.

Le raccomandazioni contenute in queste linee guida rappresentano il punto di vista del NICE, a cui si è giunti dopo un attento esame delle evidenze disponibili.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK552187/

Usi terapeutici della Cannabis per il trattamento dei disturbi del sonno

Usi terapeutici della Cannabis per il trattamento dei disturbi del sonno

Una recente review, presentata dal Dipartimento di Neurologia della Johns Hopkins University School of Medicine in Baltimora, Maryland (U.S.A), sulla base del crescente interesse per il potenziale utilizzo medico della Cannabis per il trattamento di una varietà di malattie e condizioni, esamina i rischi medici e i potenziali benefici terapeutici della Cannabis nella gestione dei pazienti con disturbi del sonno. Sono stati analizzati i dati pubblicati sugli effetti dei composti della pianta sul disturbo del sonno nella popolazione generale, così come nei pazienti con insonnia, dolore cronico, disturbo da stress post-traumatico e altre condizioni neurologiche. 

https://insights.ovid.com/crossref?an=00004691-202001000-00007

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31895189-therapeutic-uses-of-cannabis-on-sleep-disorders-and-related-conditions/?from_term=Therapeutic+Uses+of+Cannabis+on+sleep&from_sort=date&from_pos=1

THCB, CBDB  e THCP: i nuovi  cannabinoidi scoperti da un team di ricercatori italiani

THCB, CBDB e THCP: i nuovi cannabinoidi scoperti da un team di ricercatori italiani

Un gruppo di ricercatori italiani ha isolato dall’ FM2, varietà di Cannabis Sativa prodotta dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze, 3 nuovi cannabinoidi:

  • delta-9-tetraidrocannabutolo (THCB), derivato butilico del delta-9-THC e agonista parziale del recettore CB1. 
  • canabidibutol (CBDB), derivato butilico del cannabidiolo (CBD). 
  • delta-9-tetraidrocannabiforolo (THCP), agonista completo del recettore CB1. 

La scoperta del cannabinoide THCP é molto interessante perchè, come si legge nello studio scientifico pubblicato su Scientific Reports del network Nature, “potrebbe spiegare le proprietà farmacologiche di alcune varietà di Cannabis difficili da capire per la presenza della sola delta-9-THC”.

https://www.nature.com/articles/s41598-019-56785-1#Abs1

https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.jnatprod.9b00876

Una nuova ricerca apre la strada per lo sviluppo di trattamenti farmacologici più efficaci e “personalizzati” a base di Cannabinoidi.

Una nuova ricerca apre la strada per lo sviluppo di trattamenti farmacologici più efficaci e “personalizzati” a base di Cannabinoidi.

In uno studio condotto dal Dott. Alasdair MacKenzie e il suo team della University of Aberdeen, incluso il Prof. Roger Pertwee, ricercatore leader nel campo della Cannabis, sono state  studiate specifiche aree del gene che producono recettori dei cannabinoidi. Secondo questa ricerca, pubblicata sulla rivista Psychoneuroendocrinology, in queste regioni del gene si può trovare la chiave per capire perché le persone rispondono in modo diverso ad alcune sostanze e aprire la strada al futuro sviluppo di trattamenti personalizzati a base di Cannabinoidi. 

https://www.abdn.ac.uk/news/13581/

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0306453019303634?via%3Dihub