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Il CBD nel trattamento degli spasmi epilettici refrattari

Il CBD nel trattamento degli spasmi epilettici refrattari

I ricercatori statunitensi della Yale University di New Haven e del Massachusetts General Hospital di Boston hanno condotto uno studio clinico aperto con 9 pazienti per valutare l’efficacia clinica e la sicurezza del Cannabidiolo altamente purificato di origine vegetale come terapia aggiuntiva negli spasmi epilettici refrattari dell’infanzia.  

I pazienti hanno ricevuto il CBD in soluzione orale in aggiunta ai loro farmaci di base a un dosaggio iniziale di 5 mg/kg/die, che è stato aumentato di 5 mg/kg/die ogni settimana ad un dosaggio iniziale target di 25 mg/kg/die.

Dai risultati dello studio è emerso un alto tasso di risposta nei nove pazienti (dal 75 all’80% dopo 4 settimane di trattamento) e in tre pazienti su nove (33%),dopo due mesi di trattamento, non sono stati riscontrati spasmi epilettici.  I genitori hanno, inoltre, riportato miglioramenti soggettivi nei domini cognitivi e comportamentali. Tra gli effetti collaterali è stati registrata principalmente sonnolenza.

Fonte: https://www.epilepsybehavior.com/article/S1525-5050(20)30163-3/pdf

CBD e il suo potenziale effetto antinfiammatorio

CBD e il suo potenziale effetto antinfiammatorio

I ricercatori del Food and Nutrition Clinical Research Laboratory, Dipartimento di Scienza dell’alimentazione e Nutrizione umana, Colorado State University a Fort Collins, negli Stati Uniti, hanno condotto uno studio per  testare la biodisponibilità di due formulazioni orali di CBD nell’uomo ed esplorare la loro potenziale attività antinfiammatoria acuta.

Lo studio è stato effettuato in doppio cieco su 10 adulti sani, ai quali è stata  somministrata una singola dose di CBD da 30 mg, che rientra nell’intervallo delle dosi tipiche di integratori commerciali, e sono stati raccolti campioni di sangue per oltre 6 ore e analizzati per le concentrazioni di CBD. Le cellule mononucleate del sangue periferico sono state raccolte al basale e dopo 90 minuti, coltivate e stimolate con lipopolisaccaride batterico per indurre una risposta infiammatoria.

La ricerca riporta che la citochina proinfiammatoria TNF-alfa è stata ridotta nelle cellule del sangue stimolate raccolte 90 minuti dopo l’esposizione al CBD rispetto alle cellule raccolte al basale. Questo studio come sostengono i ricercatori  “fornisce dati pilota per la progettazione e il potenziamento di studi futuri per stabilire il potenziale antinfiammatorio e la biodisponibilità di una più ampia varietà di prodotti commerciali di CBD consumati dall’ uomo”.

Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32147925

Nuovo studio sulla sicurezza dell’ aumento delle dosi di cannabinoidi in cani sani

Nuovo studio sulla sicurezza dell’ aumento delle dosi di cannabinoidi in cani sani

In uno studio pubblicato su Frontiers in Veterinary Science i ricercatori hanno studiato la sicurezza e la tollerabilità di dosi crescenti di tre formulazioni di olio di cannabis, contenenti prevalentemente CBD, THC, o CBD e THC  rispetto al placebo nei cani. 

Lo studio è stato condotto su venti cani Beagle sani, divisi in cinque gruppi di trattamento con olio con predominanza di CBD, olio con predominanza di THC, olio con predominanza di CBD/THC (1.5:1), placebo all’olio di girasole, placebo all’olio di trigliceridi a catena media. 

Sono state somministrate fino a 10 dosi crescenti degli oli con almeno 3 giorni di separazione tra le  dosi.

Dai  risultati è emerso che l’escalation della dose della formulazione dell’olio con predominanza di CBD si è dimostrata sicura come il placebo e più sicura dell’escalation della dose di oli contenenti THC (olio CBD/THC o olio THC).

Gli  eventi avversi (AEs) sono stati riportati in tutti i cani dei cinque gruppi e la maggioranza (94,9%) è stata lieve. Gli eventi avversi gravi/rilevanti dal punto di vista medico (0,8% di tutti gli EA) si sono manifestati come sintomi costituzionali (letargia, ipotermia) o neurologici (atassia) e si sono verificati principalmente nei due gruppi che hanno ricevuto oli contenenti THC (olio di CBD/THC o olio di THC). 

I ricercatori riferiscono che “nel complesso, i cani hanno tollerato un’ escalation di dose dI olio con predominanza di CBD, sperimentando solo lievi AEs. Il profilo di sicurezza favorevole di 10 dosi crescenti di un olio CBD contenente 18,3-640,5 mg di CBD per dose (~2-62 mg/kg) fornisce la prova comparativa che, alle dosi da noi studiate, una formulazione di olio con predominanza di CBD era più sicura e più tollerata nei cani rispetto alle formulazioni di olio contenenti concentrazioni più elevate di THC”.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32118071

Gli effetti ansiolitici del CBD in un gruppo di adolescenti con disturbi d’ansia sociale

Gli effetti ansiolitici del CBD in un gruppo di adolescenti con disturbi d’ansia sociale

Il Primate Research Institute, Università di Kyoto, Inuyama, Giappone, ha condotto uno studio per valutare l’efficacia del trattamento con CBD in un gruppo di adolescenti giapponesi con disturbo d’ansia sociale (SAD).

Trentasette adolescenti giapponesi di 18-19 anni con  disturbo d’ansia sociale hanno ricevuto, in uno studio in doppio cieco, olio di cannabis contenente 300 mg di CBD o placebo al giorno per 4 settimane.

 All’inizio e alla fine del periodo di trattamento, i sintomi del SAD sono stati misurati utilizzando il Questionario di Valutazione della Paura della Negazione e la Scala di Ansia Sociale di Liebowitz. 

Alla fine dello studio è emerso che il CBD ha diminuito significativamente l’ansia misurata da entrambe le scale. I risultati indicano che il CBD potrebbe essere un’opzione utile per trattare l’ansia sociale.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31787910

Fibromialgia: un nuovo studio  ha valutato l’efficacia della cannabis medica su vari sintomi quali stanchezza, qualità del sonno, ansia, depressione e dolore.

Fibromialgia: un nuovo studio ha valutato l’efficacia della cannabis medica su vari sintomi quali stanchezza, qualità del sonno, ansia, depressione e dolore.

I ricercatori dell’Unità di Reumatologia  dell’Ospedale Universitario Luigi Sacco di Milano, hanno condotto uno studio su 102 pazienti affetti da fibromialgia per esaminare il miglioramento clinico in seguito all’ aggiunta della cannabis medica al trattamento analgesico standard per un periodo di 6 mesi.

I pazienti sono stati trattati  con due estratti di cannabis diluiti con olio: estratto con 22% THC, <1% CBD ed estratto con 6.3% THC, 8% CBD. La gravità della fibromialgia  è stata periodicamente valutata usando una serie di scale mediche di valutazione.

Solo  66 pazienti hanno continuato il trattamento  per l’intero periodo di sei mesi. 

I risultati hanno mostrato un significativo miglioramento clinico della qualità del sonno (44% dei pazienti), miglioramenti moderati nell’ ansia (42,4%) e nella depressione (50%).

Per quanto riguarda il dolore, lo studio ha mostrato che 31 dei 66 (47%) partecipanti hanno ridotto o cessato i trattamenti analgesici.

Da questo studio emerge  che la cannabis medica potrebbe essere un’opzione di trattamento relativamente efficace per la fibromialgia con un miglioramento della qualità di vita dei pazienti.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32116208

Gli effetti del CBD sullo stress nelle persone ad alto rischio di psicosi

Gli effetti del CBD sullo stress nelle persone ad alto rischio di psicosi

Il Dipartimento di Studi sulle Psicosi del Kings College di Londra ha condotto uno studio su 32 pazienti con un alto rischio di psicosi e 26 persone sane per sottoporle al test di stress sociale di Treviri (TSST). I 32 pazienti a rischio psicosi sono stati divisi in due gruppi: ad uno sono stati somministrati 600 mg di CBD al giorno per una settimana, all’altro un placebo.

Dal test di conversazione pubblica, a cui hanno partecipato i tre gruppi, è emerso che “il livello di ansia è stato più alto nel gruppo placebo e più basso nei pazienti del gruppo di controllo sano, mentre i pazienti trattati con il CBD hanno mostrato un “livello intermedio di cambiamento”.

Il risultato dello studio ha evidenziato che il  CBD ha ridotto i livelli ematici del cortisolo, l’ormone dello stress, e che “vale la pena progettare ulteriori studi che indaghino se il CBD possa essere usato per influenzare la risposta del cortisolo nei pazienti ad alto rischio clinico di psicosi e gli eventuali effetti che questo possa avere sui sintomi”.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31915861