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Il Cannabidiolo riduce ansia e depressione nel diabete di tipo 1

Il Cannabidiolo riduce ansia e depressione nel diabete di tipo 1

In uno studio condotto dall’Universitá di San Paolo, Brasile, sono stati valutati gli effetti di diverse dosi di Cannabidiolo sui comportamenti depressivi e ansiosi associati al diabete sperimentale di tipo 1 indotto da streptozotocina nei topi.

Il Cannabidiolo, somministrato nella dose piú elevata (30 mg/kg al giorno) per un periodo di 14 giorni, ha ridotto i comportamenti depressivi e ansiosi dei topi diabetici (DBT) associati ad alterazioni dei livelli di serotonina, noradrenalina e dopamina osservati in due regioni cerebrali legate all’emozione: la corteccia prefrontale e l’ ippocampo.

Il trattamento con CBD nella dose più alta ha, inoltre, indotto un aumento del peso e dei livelli di insulina plasmatica e una riduzione della glicemia nei ratti DBT.

I ricercatori concludono che lo studio fornisce “evidenze che il CBD potrebbe essere utile nel trattamento della comorbidità psichiatrica in pazienti diabetici”.

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0304394020302901?via%3Dihub

Il CBD è ben tollerato anche a dosi elevate

Il CBD è ben tollerato anche a dosi elevate

I ricercatori del  Department of Health and Human Services, Office of Medicinal Cannabis, Melbourne, Australia, hanno condotto uno studio per indagare la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica di una nuova formulazione orale a base di CBD. 

Lo studio è stato condotto su 24 volontari sani (età media 24 anni) a cui sono state somministrate singole dosi crescenti delle nuova formulazione orale di CBD (5 mg/kg, 10 mg/kg, 20 mg/Kg).

I ricercatori hanno concluso che questa “nuova formulazione di CBD ha dimostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole nei volontari sani, coerente con i profili riportati per altri prodotti CBD purificati”.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32409982/

Effetti benefici della Cannabis sulla lesione della Barriera Emato-Encefalica nell’HIV

Effetti benefici della Cannabis sulla lesione della Barriera Emato-Encefalica nell’HIV

I ricercatori dell’Università della California, San Diego, hanno scoperto che la Cannabis può avere un impatto benefico sulla lesione della Barriera Emato-Encefalica (BEE) associata all’HIV. Lo studio é stato condotto su un campione di 45 soggetti con HIV e 30 persone con HIV che avevano usato la Cannabis di recente e sono stati valutati due biomarcatori della permeabilità della BEE. 

Tra i partecipanti sieropositivi che non avevano fatto uso di Cannabis, i due biomarcatori valutati risultavano più alti nel liquido cerebrospinale rispetto a quelli che usavano Cannabis. 

Gli autori hanno concluso che “la Cannabis può avere un impatto benefico sul danno nella Barriera Emato-Encefalica associato all’HIV. Poiché l’interruzione della BEE può consentire un maggiore ingresso di tossine come antigeni microbici e mediatori infiammatori, con conseguente lesione al Sistema Nervoso Centrale, questi risultati supportano un potenziale ruolo terapeutico della Cannabis tra persone con HIV e potrebbero avere importanti implicazioni terapeutiche per l’efficacia e la tossicitá della terapia antiretrovirale (ART)”.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32296832/

In arrivo la formazione online sulla Cannabis nelle universitá americane

In arrivo la formazione online sulla Cannabis nelle universitá americane

In diverse universitá americane sono in arrivo corsi di formazione continua sulla Cannabis nelle aree business, medica, legale ed agraria. L’ iniziativa si inserisce nella riorganizzazione dell’offerta formativa universitaria ai tempi dell’emergenza COVID-19 e dalla necessitá di qualificare professionisti nel settore della produzione e vendita di cannabis, considerate attivitá “essenziali” durante la pandemia.  

Le universitá coinvolte: la Florida Atlantic University, la Northern Michigan University, il Mount Aloysius College e l’Università di San Diego.

Nei prossimi mesi, queste università, offriranno corsi online certificati di formazione professionale in partnership con un provider privato del settore. 

https://www.forbes.com/sites/julieweed/2020/05/18/cannabis-education-arrives-virtually-at-more-american-universities/#4fbc61b326f6

La Mental Health Commission del Canada finanzia progetti di ricerca sulla Cannabis

La Mental Health Commission del Canada finanzia progetti di ricerca sulla Cannabis

La Commissione per la Salute Mentale del Canada (MHCC) sta attualmente cercando proposte per progetti di ricerca di comunità su Cannabis e salute mentale.

Scopo del finanziamento della Ricerca Basata sulla Comunità (CBR) è di colmare le lacune di conoscenza nel rapporto tra Cannabis e salute mentale 

Tra il 2020 e il 2022, la MHCC finanzierà fino a 12 progetti CBR.

I progetti di ricerca possono essere presentati da organizzazioni no profit o coalizioni di sostegno peer-driven e da organizzazioni di comunitá che si occupano di salute mentale con il supporto di un ricercatore esperto in CBR, da ricercatori accademici che lavorano in collaborazione con organizzazioni peer-driven o di comunità o da ricercatori emergenti o professionisti non accademici che hanno forti relazioni nella comunità e sono supportati da un ricercatore esperto in CBR.

https://cpa.ca/mhcc-request-for-proposals-deadline-extension/

https://www.mentalhealthcommission.ca/sites/default/files/2020-02/cannabis_cbr_rfp_eng.pdf


Nuovo studio valuta il Cannabidiolo nel trattamento del dolore osteoartrosico del cane

Nuovo studio valuta il Cannabidiolo nel trattamento del dolore osteoartrosico del cane

I ricercatori del Baylor College of Medicine in Houston, Texas, hanno esplorato in uno studio di 4 settimane, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, il potenziale terapeutico del CBD, incapsulato in liposomi, in un modello canino spontaneo di osteoartrite.  

Nello studio veterinario, il CBD ha ridotto significativamente il dolore e ha aumentato la mobilità in modo dose-dipendente tra gli animali con diagnosi di artrosi. Il CBD liposomiale (20 mg/die) è stato efficace quanto la dose più alta di CBD non liposomiale (50 mg/die) nel migliorare i risultati clinici. L’ematocrito, il profilo metabolico completo e la chimica clinica non hanno indicato alcun effetto dannoso significativo relativo alla somministrazione di CBD durante il periodo di quattro settimane. I ricercatori hanno concluso che lo “studio supporta la sicurezza e il potenziale terapeutico del CBD derivato dalla canapa per alleviare il dolore artrosico e suggerisce che sono giustificate indagini successive sull’uomo”.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32345916